La tecnologia mobile ha modificato il modo di vedere il mondo

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La tecnologia mobile è riuscita a rendere diversi tutti gli aspetti della nostra vita

Sono molte le opportunità che ci offrono ogni giorno la tecnologia mobile incombe su di noi perché le caratteristiche dei nostri smartphone e tablet sono tali da poter soddisfare un ampio ventaglio di opportunità garantite da una tecnologia sempre più evoluta arrivando ad ottenere un valido aiuto per la nostra vita sia per ciò che riguarda il lavoro sia per la vita di ogni giorno perché non solo la potenza di calcolo del dispositivo ma anche le moltissime applicazioni presenti nel mercato fanno in modo da poter usufruire di un grande numero di opportunità che l’attuale tecnologia è in grado di offrire.

L’intrattenimento, le notizie ed i giochi sono alcune delle opportunità che la tecnologia mobile può offrire ma non bisogna dimenticare nemmeno che è l’arte ad avere un grande riscontro dall’innovazione partendo dalle molte applicazioni per istruire e far conoscere le molte opere sia architettoniche che pittoriche presenti su questo pianeta, riuscire a conoscere ed ottenere maggiori informazioni sulle mostre per poi se è il caso acquistare il biglietto ed in questo modo far sviluppare senza costi eccessivi, dovuti al marketing pubblicitario, tutto l’indotto che c’è dietro all’arte ed “all’industria della cultura”. Ma non solo perché grazie alla realtà virtuale è possibile vivere l’emozione dei grandi musei senza muoversi da casa. Le nuove tecnologie stanno creando un ottima sinergia tra le piccole e medie aziende, il km 0 e le piccole botteghe artigiane portando i loro ottimi prodotti nelle case di un pubblico composto da milioni di potenziali utenti presenti in tutto il mondo. Ma di questa tecnologia hanno beneficiato anche i bookmaker online perché i dispositivi mobili hanno portato alla completa libertà di poter giocare in qualsiasi luogo ci si trovi senza limiti. Anche in questo caso le agenzie di scommesse online hanno deciso di offrire ai loro utenti il bonus benvenuto scommesse sportive, se si ha qualche dubbio clicca qui. Il mondo digitale corre veloce offrendo ogni giorno soluzioni più avanzate per tutti coloro che posseggono un dispositivo mobile e l’accesso alla rete.

La tecnologia sta assumendo un’importanza sempre maggiore per l’economia mondiale perché essendo tutti collegati possiamo interagire in tempo reale gli uni con gli altri anche se, come per tutte le cose, bisogna fare attenzione a non esagerare in modo tale da non rischiare di far diventare un mezzo molto potente in una potenziale trappola.

Architettura vinicola: nasce in Toscana “Villa Solaia”

Dopo i progetti di Renzo Piano per Rocca Frassinello e Archea Associati per Antinori, arriva un altro gioielli del design per le cantine Toscane: l’avveniristica Cantina di Villa Solaia, nella frazione di Bolgioni in provincia di Siena.

Architettura all’avanguardia al servizio dello scenario naturale

Ebbene sì, una grande opera come questa non poteva non tenere conto del contesto che l’accoglie. Il fiabesco paesaggio delle colline senesi non poteva essere deturpato da nessuna struttura, per quando di elevato design, ma a questo ha pensato lo studio Pierattelli Architetture  che ha progettato una cantina ipogea, ossia completamente sotto terra che si integra perfettamente con l’armonioso movimento delle campagne senesi.

Per fare ciò, lo studio di architetti, ha incastonato la struttura, realizzata in cemento armato,  in una collina. Come uno dei gioielli più belli dell’arte orafa, la Cantina si apre al paesaggio con due ampie vetrate che regalano un panorama caravaggesco. Lo spazio di oltre 1700 mq, all’interno, si presenta come un enorme open space essenziale ma attentamente curato nei più piccoli particolari.

Da sopra la terra a sotto la terra

In questa cantina verrà prodotto vino a km zero, nel vero senso della parola. La collina, nella sua parte superiore ospita 20 ettari di vigneti che producono Sangiovese DOC. Le uve, una volta raccolte, scenderanno a piano terra attraverso un “sistema a caduta” e da qui sarà convogliata nei vinificatori e, di seguito, trasferita nella “sala delle barrique”. La struttura ospita anche tutte le attrezzature destinate alla lavorazione di vigna e vini, quindi possiamo dire che questo progetto avvolge tutto in una collina trasferendo il vino dal produttore (la vigna) al consumatore che potrà recarsi nell’area vendita ospitato sempre presso la cantina. Il tutto dovrebbe partire nel 2019 e c’è da scommettere che sarà meta di tanti appassionati sia di enologia, sia di architettura e design.

Pupi Avati dedica un romanzo alla cultura contadina

Siamo abituati a vedere Pupi Avati come regista di grandi film, ma in questa occasione ne parliamo come scrittore. Il suo ultimo libro “Il signor Diavolo”, è ambientato nel Polesine degli anni ’50 in cui emergono superstizioni contadine e credenze cattoliche in una storia dai toni neri tipici del gotico.

Una pesante storia aggrappata alla realtà

Il Polesine degli anni ’50, come gran parte dell’Italia rurale di quel periodo, faceva da sfondo a eventi inquietanti, difficili da comprendere e spesso avvolti da un’indecifrabile trina composta da paura, superstizione, follia, dolore e religione che tessuti a dovere danno vita a situazioni in cui neppure la fantasia riesce a dare risvolti peggiori. Il soggetto di Avati era nato per il cinema. Purtroppo non ha incontrato interesse in un mondo cinematografico, quello italiano, dove solo la commedia ha grandi spazi. Solo le storielle leggere, che non richiedono impegno mentale e fanno ridere, senza dover comprendere la battuta, hanno successo, diversamente nessuno è disposto a produrre. Fortunatamente è arrivato Sky che trasformerà i pensieri di Avati in una fiction che avrà un titolo molto sinistro: “Bare galleggianti”:

Il diavolo di Avati

In questo modo il diavolo di Avati prenderà una nuova strada e si ritroverà in questa fiction in cui il regista racconta: “un fatto spaventoso che parzialmente è citato anche fra le pagine de Il signor Diavolo. Pochi si ricordano dell’alluvione che colpì il Polesine nel novembre del 1951. La gente di quelle terre si era a malapena risollevata dalla guerra, quando un’altra terribile tragedia si abbatté su di loro. Vennero travolti dall’acqua interi paesi. All’epoca io ero un ragazzo e vennero fatte collette nelle scuole per raccogliere soldi per la gente sfollata in quei luoghi. Ho voluto rievocare quel momento terribile raccontando la storia di due bare che dopo l’alluvione non si trovano più nel cimitero in cui erano sepolte”.

Tutti hanno compreso il piacere e la nostalgia che prova Avati nella semplicità del passato, nelle piccole cose che facevano grandi le persone normali. Il libro e la prossima fiction non fanno che confermare questa passione del regista che ci ha portato spesso nei tempi andati.

Le calcio scommesse ed internet: due innovazioni dell’epoca moderna

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L’evoluzione delle calcio scommesse ai tempi della rete

Internet è entrato nelle nostre vite con un’irruenza mai vista prima ed ha modificato per sempre le nostre abitudini e non di rado il nostro sentire. Anche il modo di piazzare le calcio scommesse non poteva rimanere com’era prima perché la rete ha così tante diramazioni da comprendere fino ad includere praticamente ogni cosa. Le scommesse sportive online hanno reso la nostra vita differente perché sono riuscite ad offrire un ottimo prodotto fruibile in continuazione senza limiti di tempo o di spazio.

Prima, quando c’erano solo le agenzie di scommesse tradizionali, si rimaneva legati a quelli che erano gli orari di apertura e chiusura del locale facendo perdere ai giocatori l’opportunità di scommettere anche in ritardo o in determinate ore. Inoltre molto spesso non c’erano e non ci sono ricevitorie quindi si era costretti a fare anche molti chilometri per effettuare una singola bolletta calcio. I bookie online invece hanno dato a tutti la possibilità di effettuare calcio scommesse in ogni ora ed anche se il match era già iniziato spalancando al mondo una serie di opportunità che prima erano state solo sognate o ipotizzate. Ad un certo punto ci si trovava di fronte ad uno schermo del computer di casa propria scoprendo l’amplissimo numero di campionati su cui giocare rendendo tutto più “gustoso” poi piano piano tutto è evoluto e con l’arrivo dello streaming si ebbe la possibilità anche di passare una serata a vedere la propria squadra del cuore o un altro incontro magari di un campionato o di un paese del quale non si conosceva praticamente nulla così tanto per il piacere che solo una bella partita può offrire. Ma ciò non bastò arrivando a portare anche le varie promozioni come il bonus benvenuto scommesse sportive ed il bonus benvenuto gratis, visionabili qui, che portarono ad una nuova concezione: ti iscrivi al sito dell’agenzia di scommesse e dopo aver effettuato il primo versamento ottieni una cifra corrispondente da giocare.

Questo credito in più poteva variare in base alla somma versata ed alla percentuale del rimborso fino ad un massimale che non poteva quindi essere superato. Una seconda evoluzione si ebbe con l’avvento degli smartphone che portò ad una completa libertà di gioco portando l’opportunità anche durante la pausa del lavoro oppure quando si è fuori casa per vari motivi. Moltissime azienda hanno deciso infatti di seguire questa strada in pieno.

L’innovazione trasforma la tapparella da oscurante ad antifurto

Il maggior numero di accessi indesiderati si registra in Lombardia: uno ogni due minuti, un ritmo impressionante. Proprio per questo, anche i produttori di tapparelle, hanno incominciato a studiare qualche innovazione per rendere gli avvolgibili più sicuri e da questi studi è nata la tapparella blindata.

Antifurto attivi e passivi

Ormai, l’unico modo per vivere sicuri in casa propria e difendere i nostri averi è quello di vivere blindati come se fossimo a Fort Knox: porte blindate, infissi antieffrazione, vetri anti sfondamento, tapparelle blindate, saracinesche antisfondamento, allarme perimetrale, sensori alle finestre e alle porte, video sorveglianza interna ed esterna, collegamento con centri di vigilanza, e chi più ne ha più ne metta.

Ovviamente non tutti possono permettersi un’attrezzatura simile, ma far perdere tempo ai ladri è già un ottimo deterrente. Le tapparelle blindate sono realizzate in acciaio coibentato ad alta stabilità. Grazie ad una serie di inserti rinforzati che penetrano direttamente nella struttura muraria, resistono molto bene ai tentativi di scasso e intrusione.

I tipi in commercio, in realtà, si suddividono in tre diverse tipologie: modelli con stecche cieche che funzionano come le serrande di sicurezza  e possono essere munite di rinforzi interni al manto, serratura con chiave, ancoraggio antistrappo e elementi antisollevamento; modelli con manto microforato, più adatti alle serrande di negozi e comprendono elementi intermedi antisollevamento; modelli a manto uniforme formati da stecche coestruse che formano un manto unico che scorre in corsie d’acciaio.

Come sceglierle

Sicuramente la formula più adatta per un’abitazione è quella a manto uniforme che permette un ottimo oscuramento ma, indipendentemente da questo, la cosa importante è far installare il kit di sollevamento, visto che parliamo di tapparelle piuttosto pesanti. Per questa scelta basta rivolgersi a tapparellista Milano specializzati nel montaggio e nella manutenzione di tapparelle e avvolgibili di tutti  i tipi.

Con il sistema di sollevamento motorizzato potrete gestire le tapparelle anche tramite un app che permette, seguendo le leggi della domotica, il controllo di tutti i dispositivi  collegati alla centralina che comunica con il vostro device portatile. In caso di effrazione, se le tapparelle sono collegate a dei sensori, verrete subito avvisati e potrete far intervenire le forze dell’ordine per salvare i vostri beni.

A Roma la mostra Magma dedicata al corpo e alle parole delle donne

Fino al 2 aprile sarà possibile visitare questa mostra  che celebra ‘Magma Il corpo e la parola nell’arte delle donne tra Italia e Lituania dal 1965 ad oggi”.

Dalla carta da parati al femminismo

Il cammino di questa mostra inizia con Bianca Pucciarielli nella sua famosa Carta da parato, appoggiata ad una parete con un abito che la trasforma un tutt’uno con la carta da parati, un’immagine che celebra ancora le donne immobili, costrette a far da soprammobili in attesa di un cavaliere che non sempre arrivava. Poco oltre ci si imbatte nella Bocca di AM – ti amo di Mirella Bentivoglio che attinge ai linguaggi di sperimentazione folk di Egle Vertelkaite.

Come nasce la mostra e come visitarla

Magma Il corpo e la parola nell’arte delle donne tra Italia e Lituania dal 1965 ad oggi” approda a Roma, all’Istituto Centrale per la Grafica, dopo aver debuttato alla National Gallery of Art di Vilnius. Il fine della mostra è quello di confrontare l’arte femminista dei due paesi, in due periodi storici di enorme importanza: la fine degli anni sessanta per l’Italia e la caduta del muro di Berlino e il distacco dall’Unione Sovietica per la Lituania. Nonostante le origini e i tempi diversi di queste opere, si possono notare spesso delle coincidenze di linguaggi, tematiche e, in particolare, risultati.

Cosa c’entra il Magma?

A spiegare il perché della scelta del nome è Benedetta Carpi Rasmini, una dei curatori della mostra: “Abbiamo intitolato la mostra ‘Magma’, come una delle prime rassegne al femminile curata da Romana Loda nel ’77. Ma anche come la materia viva che brucia sotto la terra e non si spegne mai. O, in sillabe, come MA – MA che rimanda alla donna come mamma con la G nel mezzo che ricorda il corpo femminile”.

Proprio questa ultima immagine richiama l’aspetto ambivalente della donna che dona la vita (mamma) senza mai smettere di essere donna sottolineando l’interesse per l’aspetto femminile (G). il piacere di curare il proprio corpo, infatti deve nascere da un’esigenza personale, e non per apparire. Se, per esempio, volete un viso o un corpo luminoso, splendente, usate collagena lumiskin, lo dovete fare per godere della vostra bellezza, non in funzione di altri. La libertà della donna passa attraverso questi gesti di autodeterminazione. L’immagine che forse sottolinea il profondo bene e interesse per il proprio corpo e la propria anima è “Oggi spose” di Tomaso Binga in cui si sposa con sé stessa e svolge il ruolo di sposo e sposa.

 

La storia del pergolato: architettura tra ieri e oggi

Quante volte pensiamo ad un progetto, come qualcosa che c’era anche nell’antichità e, pur se con delle varianti, è arrivato ai giorni nostri? Raramente, perché siamo convinti di aver creato tutto noi, ma non è vero, spesso abbiamo solo modificato o migliorato cose già esistenti. Anche cose impensabili, come il pergolato, hanno una storia lunga che affonda le radici nel passato più recondito.

Dall’esigenza all’architettura

Nell’antichità il termine “pergola” si riferiva ad un impianto di assi e travicelli che si utilizzavano per esporre le merci. Solo con l’arrivo degli Egizi prima e con i Romani poi, il pergolato darà nome alla struttura che oggi conosciamo tutti: un telaio che si lascia delicatamente avvolgere da piante ricche di frutti o di fiori che, oltre a regalare frescura, arricchiscono il luogo di fascino discreto. Nel Medioevo fino a tutto il XIX questi “graticci” assumeranno un aspetto romantico con strutture studiate fin nelle minime parti e arricchite da particolari architettonici estremamente eleganti.

Il fascino del pergolato

Come mai ha sempre riscosso tanto successo? Perché, oltre ad essere indispensabile per proteggere ambienti esterni, è uno dei rari elementi che riesce a fondere perfettamente strutture architettoniche con l’elemento naturale, quasi un trait d’union tra l’umano e il divino, un elemento che unisce naturale con artificiale

Architettura contemporanea

Cercando Pergotenda Roma, noterete che l’architettura contemporanea è riuscita a reinterpretare il pergolato sia nel design sia nei materiali. Un esempio estremo è sicuramente il pergolato del Campus Master Plan & Science in Florida, dove è stato impiegato un “tralicciato continuo in acciaio”  e, nonostante tutto, il risultato è spettacolare.

Proprio da questo possiamo comprendere l’importanza della struttura che, dai tempi antichi, è giunta fino a noi innovandosi e adeguandosi alle necessità e al passare del tempo, mantenendo ferme le due caratteristiche principali: proteggere e decorare. E proprio grazie al suo aspetto decorativo possiamo notare che molte ceramiche del sud Italia o del sud della Francia, riportano disegni che riproducono pergolati carichi di uva  oppure tralicci utilizzati per le limonaie, purtroppo in gran parte scomparse. Si può vedere ancora qualche struttura simile sul lago di Garda e precisamente a Limone.

 

Quando la comodità sposa il design: il condizionatore ARTCOOL di LG

Il condizionatore è diventato una presenza costante in tutte le case, ma spesso la comodità di avere aria condizionata non si sposa con il design. Quegli split che appaiono piuttosto invadenti sulla parete sono un pugno in un occhio, ma le cose stanno cambiando.

Una rivoluzione nel mondo dei clima

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una vera e propria gara per rendere il condizionatore casa un elemento che, oltre a rendere un servizio, si integri dignitosamente nell’ambiente che lo accoglie. Il miglior risultato lo ha ottenuto la LG con la serie ARTCOOL che, grazie ad un design che fonde eleganza e originalità, ha vinto diversi premi, come il Reddot Design Award, il Good Design Award e il Forum Design Award. Qual’è l’idea geniale avuta da LG? Quella di munire il climatizzatore, dalla forma particolare, di una cornice che può essere aperta per ospitare un’immagine che trasformerà il condizionatore in quadro. In questo modo si può adattare a qualsiasi ambiente ed è l’unico modello a permettere la personalizzazione.

Quali sono le caratteristiche di questi climatizzatori?

Se siete curiosi di conoscere tutti i particolari di questo modello LG, o altri della stessa casa, potete rivolgervi a www.assistenzacondizioantoriaroma.it, esperti del settore che trattano il marchio, noi ci limitiamo a darvi qualche informazione generale. Il modello LG è un climatizzatore inverter fornito di un compressore BLDC che garantisce massima efficienza e risparmio energetico. La presenza del filtro Plasmaster Plus garantisce la rimozione delle sostanze nocive più comuni presenti nell’aria come: acari domestici, peli d’animale, polveri.

Vi siete mai chiesti perché alcuni climatizzatori fanno cattivo odore? Sullo scambiatore di calore proliferano batteri e muffe che, all’accensione creano cattivo odore, ma non solo, sono anche nocivi per le persone, è per quello che bisogna effettuare la pulizia degli split ad ogni stagione. Il condizionatore LG ha risolto questo problema grazie alla funzione Auto Clean che elimina l’umidità, causa della formazione di batteri e muffe, riducendo gli interventi di pulizia.

Grazie alla sua forma, il climatizzatore Art Cool Gallery è dotato di flusso d’aria 3D che garantisce la diffusione uniforme nella temperatura dell’ambiente che non deve essere superiore ai 30 mq per unità. Insomma tanta tecnologia, risparmio energetico, durata nel tempo e bellezza in un unico oggetto.

 

Aboca ha deciso di traslocare

L’azienda famosa nel mondo per la produzione di farmaceutici naturali e per le sue coltivazioni biologiche sta pensando di traslocare visto che attorno alle sue coltivazioni si usano troppi pesticidi e OGM.

Le preoccupazioni di Aboca

L’azienda, con sede a Sansepolcro sta seriamente valutando l’ipotesi di abbandonare la terra di Toscana per raggiungere altre regioni, come la Sardegna o, addirittura, Paesi esteri come il Marocco. È stato lo stesso Valentino Mercati, Patron Aboca, già qualche anno fa a dichiarare: “Stiamo abbandonando alcune aree di coltivazione che non possiamo difendere dai pesticidi delle coltivazioni circostanti in Valtiberina. Si tratta di piccoli appezzamenti indifendibili in un territorio molto parcellizzato”.

Che cosa vogliono fare?

Non è ben chiaro se l’intenzione è solo quella di spostare le coltivazioni oppure di abbandonare proprio del tutto la sede originale e trasferire il complesso altrove. Certo i campi non possono essere trasportati a piacimento e, anche se sono specializzati in tutti i generi di trasporto, non basta chiamare www.serenitraslochi.it, per spostare le coltivazioni, quindi questo sicuramente è un dato di fatto: le coltivazioni verranno fatte in altre zone, più distribuite e questo non è necessariamente un male.

Quale futuro per chi lavora presso i laboratori e nella struttura?

L’azienda assicura che non ci saranno ripercussioni sull’occupazione che attualmente vede 800 addetti e 1000 ettari di produzione, anche perché la ricerca viene avviata dalle Università e i loro costi sono imperniati più su questo settore piuttosto che sugli stipendi.

L’azienda aveva già cercato di sensibilizzare i sindaci delle zone dove sono le loro coltivazioni segnalando la forte presenza di pesticidi, utilizzati in particolare nei campi di tabacco. Alcune aree più tranquille sono già state acquistate in Valdichiana, mentre altre sono state spostate in collina e in Sardegna. Anche un passo verso il Marocco è già stato fatto, luogo dove sono vietati gli OGM.

Concordiamo tutti sul fatto che i pesticidi andrebbero ridotti al minimo e gli OGM andrebbero vietati, ma i cambiamenti non si fanno da un giorno all’altro e, anche se si troveranno accordi, i tempi di realizzazione saranno un po’ lunghi, ma chi garantisce per il prodotti che vengono dal Marocco? Quello che viene da chiedersi è se questa sia una scelta esclusivamente legata alle coltivazioni, oppure anche una strategia economica.

 

Irlanda in lutto: Liam Miller se n’è andato

Morire a 36 anni, per un cancro, è sempre qualcosa di non accettabile alla mente umana, ci si chiede perché, nonostante andiamo in giro nello spazio, siano ancora possibili cose del genere.

Un atleta del calcio

Liam Miller, che ha vestito le maglia di Leeds, QPR, Celtic e Manchester United, nella posizione di centrocampista, si è spento a soli 36 anni dopo una lotta impari contro una forma di cancro che lo ha colpito al pancreas,  che se lo è portato via.

Due mesi fa l’annuncio della malattia, una lotta breve, vana e intensa, lo ha spento tre giorni prima del suo trentasettesimo compleanno. I messaggi di sostegno furono tanti, compreso quello di John Hartson, suo compagno di squadra nel Celtic, atleta che come lui ha dovuto lottar contro il cancro, ma lo ha vinto.

Purtroppo, la vita, non è come le partite di calcio di scommesselive, che possono essere vinte, si possono fare pronostici, no, la vita non permette previsioni, anche per chi lotta fino alla fine come ha fatto Miller.

Lo sport e la salute

Si dice che fare sport fa bene alla salute, eppure la lista di atleti, in particolare calciatori , ammalati è abbastanza lunga e importante. C’è chi ce la fa e chi, come Miller, non ce la fa, ma tra morbo di Gehrin, meglio conosciuto come SLA (11,5 % in più di casi rispetto alle persone normali) e tumori vari, la lista è lunga. A questo punto viene da chiedersi: come mai? Cosa succede a questi giocatori? Troppo stress? Sono richieste prestazioni fuori dal normale? Cosa li porta ad ammalarsi così facilmente? Una delle teorie più accredita è quella relativa a diserbanti e pesticidi usati per il campo. Se il problema è tutto qui, sostituiamoli con campi sintetici, non è possibile assistere a questa moria.

I nomi: una lunga lista di assenti

Iniziamo da Armando Segato che ci ha lasciato nel 1973 a causa della SLA; Bruno Beatrice nel 1987, leucemia; Nello Saltutti 2003, infarto; Ugo Ferrante nel 2004, tumore alle tonsille; Giuseppe Longoni nel 2006, problemi di cuore; Massimo Mattolini nel 2009, insufficienza renale; Adriano Lombardi nel 2007, SLA; Ernesto Tito Cucchiaroni morto nel 1971 in un incidente ma già malato di SLA; Emst Ocwic nel 1980, SLA; Giorgio Rognoni nel 1986, SLA; Narciso Soldan nel 1987, SLA; Guido VIncenzi nel 1997, SLA; Albano Canazza nel 2000, SLA; Celestino Meroni nel 2001, SLA; Gianluca Signorini nel 2002; SLA; Ubaldo Nanni nel 2003, SLA; Lauro Minghelli nel 2004, SLA; Giovanni Nuvoli (arbitro) nel 2007, SLA; Maurizio Gabbana nel 2009, SLA, Stefano Borgonovo nel 2013, SLA.

Si potrebbe continuare con l’elenco, ma la cosa che interessa veramente è capire il perché di tutte queste morti.

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